(Adnkronos) – Parte oggi un giro di incontri e riunioni per la completa definizione delle liste del Pdl alle regionali nelle Marche. Da stasera a lunedi’ sera i coordinamenti provinciali saranno chiamati ad approvare le liste: si comincia con Fermo, domani sara’ la volta di Pesaro, domenica di Macerata; si chiude lunedi’ pomeriggio con Ancona e in serata con Ascoli. Per il prossimo fine settimana ”contiamo di fare il passaggio del coordinamento regionale, per poi presentare le liste a Roma tra il 16 e il 17 febbraio”. Remigio Ceroni, coordinatore regionale del Pdl, riferisce all’ADNKRONOS che la lista dei nomi da presentare per la tornata elettorale del 27 e 28 marzo e’ ”ormai pronta al 95%”.
”Abbiamo un candidato fortissimo, Erminio Marinelli, medico di base, simbolo della rinascita del centrodestra nelle Marche dopo lo tsunami del ‘94-95, quando abbiamo perso tutto e le Marche erano diventate piu’ rosse della Toscana. Con lui abbiamo invertito la tendenza nel novembre del ‘95, conquistando il comune di Civitanova Marche. E da lui partira’ la riscossa: pensiamo di vincere le elezioni”, sottolinea Ceroni. Il coordinatore regionale del Pdl mostra di credere ancora in un accordo con l’Udc: ”Sono convinto che ci siano ancora i margini per un accordo”, assicura.
”La giunta Spacca -sostiene- ormai e’ allo sbando. A poche settimane dalle elezioni ancora non si sa qual e’ la maggioranza che sosterra’ il presidente uscente. Hanno tentato un accordo con l’Udc, ma la trattativa si e’ arenata sulla condizione posta dai centristi di non avere in coalizione Rifondazione comunista e i Comunisti italiani, alleati di Spacca”
Il Gruppo Consiliare Provinciale del Popolo della Libertà ha organizzato per sabato 6 febbraio 2010, alle ore 9,30, presso la Sala della Ragione – Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno, un convegno sul tema: Sanità del Piceno: quale futuro?
Interverranno: Piero Celani – Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Guido Castelli – Sindaco di Ascoli Piceno, Antonio Avolio – presidente dell’Ordine dei medici della Provincia di Ascoli Piceno, Luciano Moretti – segretario regionale Marche MCL, Sergio Caporelli – presidente regionale Marche CIMO-ASMD, Gianfranco Salvi – direttore generale centro polispecialistico “Salute e Benessere”, Giuseppe Mercuri – capogruppo PDL alla Provincia di Ascoli Piceno (moderatore). Prevista la partecipazione dell’On.Remigio Cerioni – coordinatoreregionale PDL Marche. (ap)
Se domani si votasse per le elezioni politiche, per quale partito voterebbe?.
Sondaggio Politico-Elettorale – Osservatorio Sky Digis – Pubblicato all’interno del TG SKY del 1 febbraio 2010 – Pubblicato il 2/2/2010.
Il Pdl ha candidato ufficialmente Erminio Marinelli come governatore della Regione Marche. 58 anni, ex sindaco e attualmente vice sindaco di Civitanova Marche e capogruppo PDL alla Provincia di Macerata. ”Porto con me la concretezza di 15 anni di buona amministrazione locale – ha dichiarato Marinelli -. Al primo punto del mio programma ci saranno la tutela della famiglia e del lavoro ”.
Ed ora vinciamo le Regionali. L’obiettivo è a portata di mano, ed il Popolo della Libertà e il centrodestra hanno tutte le carte in regola per recuperare ai moderati una serie di regioni conquistate dalla sinistra in una stagione politica che oggi ci appare lontana, che potremmo definire preistorica: quella in cui i moderati, pur al governo centrale, soffrivano di diatribe e divisioni interne. Quella in cui, soprattutto, la sinistra poteva contrabbandare una parvenza di unità e perfino di buongoverno.
Vediamo perché possiamo e dobbiamo vincere.
Abbiamo il consenso. Già in base ai risultati delle Europee il Pdl è ovunque il primo partito ad eccezione di solo due delle tradizionali regioni rosse: Emilia-Romagna e Toscana. Perfino in Umbria, in Basilicata e nelle Marche il Pd, a giugno 2009, aveva perduto il suo storico primato. Un’affermazione, quella, che inizialmente parve velata dall’astensionismo ma fu poi confermata e amplificata dalle amministrative che portarono al centrodestra province e comuni di prima grandezza, al Nord, Centro e Sud. Rispetto ad allora i consensi e la fiducia nel governo ed in Silvio Berlusconi sono ulteriormente aumentati.
Siamo uniti. Non fatevi fuorviare dalle trattative sulle candidature o dalle diatribe di partito: è fisiologica dialettica politica. Il Pdl innanzi tutto, ed il centrodestra nel suo complesso, marcia unito. Così come il governo. In base a questa unità abbiamo potuto definire e presentare in largo anticipo quasi tutti i candidati per le regioni. I pochi nomi che mancano non sono frutto di divisioni, ma di attesa per le mosse degli avversari, che ovviamente tardano.
Abbiamo un leader certo e forte. Berlusconi è il leader del centrodestra, oltre che il capo del governo. Ha resistito alla campagna di veleni del 2009, ha portato assieme al governo l’Italia fuori dalla crisi, ha vinto tutte le elezioni di questi due anni, è il più stabile tra i governanti europei. I dissensi con Gianfranco Fini si sono ricomposti, in ogni caso fanno parte della distinzione di ruoli e di quella che, ripetiamo, è una fisiologica dialettica politica. La leadership di Berlusconi non è minimamente messa in discussione dagli alleati leghisti.
A sinistra, nessun leader. Panorama ben diverso quello dell’opposizione. Dopo aver triturato due segretari in meno di due anni, il Pd vede in serio pericolo lo stesso Pier Luigi Bersani. Al di là della buona volontà riformista manifestata all’inizio, Bersani è rimasto intrappolato nella guerra delle candidature tanto più nelle regioni finora amministrate dalla sinistra. Lazio, Campania, Puglia, Calabria, perfino l’Umbria: sono esempi di una guerra feroce tra bersaniani-dalemiani e veltroniani. Di fatto il Pd è in grado di schierare candidati veri, e “suoi”, solo in Piemonte, Liguria e Emilia-Romagna. In Lombardia, regione data per persa, c’è un candidato di bandiera fedelissimo bersaniano, Filippo Penati, già sconfitto alle Provinciali di Milano. In Veneto, altra regione persa, si è trovato un candidato che apprezza pubblicamente la politica del centrodestra. Nel Lazio ci si è dovuti affidare ad Emma Bonino dopo un fuggi fuggi generale. In Campania e Calabria è in corso una guerra tra Pd e Idv. In Puglia c’è stata una guerra, ancora peggiore, a colpi di dossier giudiziari, tra estrema sinistra (con l’appoggio dei veltroniani) e Massimo D’Alema. Perfino l’Umbria è coinvolta, e sfugge al controllo del segretario.
Il fallimento dei governi della sinistra. Tutto ciò non è frutto solo di faide interne, ma del crollo di un modello di governo. Lazio, Umbria, Campania, Calabria, Puglia sono regioni finora amministrate dalla sinistra, dove il malgoverno, gli scandali e le inefficienze hanno imperversato in questi cinque anni. Il tessuto sociale, il lavoro, l’economia ne hanno risentito pesantemente: la sinistra non ha un progetto, sempre indecisa tra riformismo a parole e mera gestione del potere nei fatti.
Noi abbiamo un progetto. Come per il Friuli, l’Abruzzo, la Sardegna – le tre regioni già conquistate – Pdl e centrodestra hanno un chiaro progetto per riportare alla normalità e al buon governo queste aree strategiche. Il rilancio dell’economia e del lavoro, l’impresa e il turismo, il credito, le infrastrutture, il rapporto trasparente con i cittadini, soprattutto la credibilità conquistata con i fatti del governo: questi sono i cardini del nostro programma, contrapposto all’ideologia della sinistra.
Ecco perché bisogna crederci. Tutti questi elementi possono portare, tra due mesi, ad una vittoria senza precedenti. Occorre crederci e impegnarsi nella campagna elettorale. Il centrodestra può conquistare il Nord, gran parte del Centro, praticamente tutto il Sud. E’ certo l’obiettivo massimo, i sondaggi ed il gioco politico inducono alla prudenza. Ma, appunto, perché non crederci?
La sinistra “partito appenninico”. In ogni caso, dopo le Regionali avremo una geografia politica dell’Italia molto diversa. La sinistra rischia di ridursi a “partito appenninico”, secondo una azzeccata definizione di Giulio Tremonti. Finirà la rendita di posizione del potere locale, finora usata spesso come freno al governo, ma soprattutto come freno all’Italia.
Conclusione: vinciamo le Regionali. E dopo completeremo il cambiamento del Paese.

Offida – In risposta alle dichiarazioni del consigliere provinciale di minoranza Lucio D’Angelo, ex sindaco di Offida, interviene il Pdl di Offida che plaude l’operato del presidente provinciale Piero Celani e dell’assessore Vittorio Crescenzi. “Non ha fondamento quanto dichiarato da D’Angelo nell’ultima seduta del consiglio provinciale – dichiara Elisabetta Palmaroli, capogruppo Pdl – nella quale è stato approvato il bilancio di previsione 2010. Celani ha garantito un contributo al Comitato promotore, la Società ciclistica amatori Offida, dei Campionati del mondo di ciclismo “Juniores” che si svolgeranno dal 5 all’8 agosto, respingendo l’emendamento del consigliere D’Angelo che voleva assegnare le somme direttamente al Comune di Offida, chissà per farne cosa. La Provincia aveva avuto contatti con gli organizzatori e assicurato un sostegno concreto, ribadito in sede di approvazione del bilancio”. “Invece di turbare un clima di collaborazione tra Provincia e Comitato – dichiara Alberto Premici, segretario Pdl Offida – D’Angelo dovrebbe tenere fede alle promesse elettorali a sostegno dell’evento”. (Fonte: Corriere Adriatico)
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In risposta alle dichiarazioni del consigliere di minoranza Lucio D’Angelo, ex sindaco di Offida, interviene il PDL di Offida che plaude l’operato del Presidente della Provincia Celani e dell’Assessore Crescenzi. “Non ha alcun fondamento quanto dichiarato da D’Angelo nell’ultima seduta del Consiglio Provinciale di Ascoli Piceno – dichiara Elisabetta Palmaroli, capogruppo PDL – nella quale è stato approvato il bilancio di previsione 2010. Celani ha garantito un contributo al comitato promotore dei Campionati del Mondo di Ciclismo Juniores che si svolgeranno ad Offida dal 5 all’8 agosto 2010, respingendo l’emendamento D’Angelo, che voleva assegnare le somme direttamente al Comune di Offida, chissà per farne cosa. La Provincia di Ascoli Piceno aveva già avuto contatti con gli organizzatori dell’evento e assicurato un sostegno concreto, oggi ribadito in sede di approvazione del bilancio”. “Invece di turbare un clima di sana collaborazione tra Provincia e comitato organizzatore – dichiara Alberto Premici, segretario PDL Offida – D’Angelo dovrebbe tenere fede alle sue promesse elettorali a sostegno dell’evento ed impegnarsi di concerto con l’amministrazione comunale per trovare fondi e logistica. Auspichiamo di poter lavorare tutti per l’importante iniziativa, senza alimentare polemiche inutili”.
Le ripetute e pressanti istanze del Gruppo Consiliare Pdl che chiedevano di adeguare la segnaletica verticale nei pressi della Bambinopoli, all’ingresso dell’abitato di Offida, sono finalmente state ascoltate. Da alcuni giorni è stato infatti collocato un segnalatore visivo alimentato ad energia solare, che invita gli automobilisti a diminuire la velocità in prossimità della Bambinopoli di Borgo Leopardi.
I consiglieri del gruppo PdL di Offida nell’esprimere all’Amministrazione Comunale la loro approvazione per l’opera intrapresa attendono fiduciosi e trepidanti di vederla compiuta con l’apposizione di analoga segnaletica anche in prossimità del plesso scolastico di Viale della Repubblica dove già nella passata legislatura, dopo una tragedia sfiorata, il centro-destra ha sollecitato ed ottenuto il posizionamento del guard rail a protezione dell’area occupata dal plesso scolastico. (Fonte: Il Quotidiano.it)
Sono stati pubblicati ieri su ‘La Repubblica’, testata non certo filo-PDL, i risultati di un sondaggio di Ipr Marketing sul consenso ai partiti italiani. Il Partito Democratico è in caduta libera di consensi: quattro punti in meno rispetto a dicembre. Male anche l’alleato-nemico Italia dei Valori. Prosegue quindi la perenne crisi del centro sinistra che è evidente a prescindere dai sondaggi: diritti civili, questione morale, la lotta al razzismo, laicità, ecc. ecc. non sono più questioni sulle quali discutere. Ora si pensa esclusivamente a tattiche ed alleanze numeriche in vista delle prossime elezioni regionali, allo scopo di mantenere in piedi quel po’ di potere che resta qua e là per la penisola. Il partito di Bersani corteggia Casini solo nelle regioni in cui potrebbe anche fare a meno dell’accordo con l’UDC, senza tra l’altro risolvere il nodo candidature. (red)
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