Il MAP sul bilancio 2012 della Provincia
Il Movimento autonomo piceno in merito al bilancio di previsione 2012, approvato nell’ultima seduta del Consiglio provinciale, prende atto del pesante deficit strutturale del bilancio provinciale che la Giunta Celani ha ricevuto in eredità dalla precedente amministrazione (quantificabile in 5,2 Ml/€), dei tagli nei trasferimenti statali, tra cui alcuni recentissimi operati dal Governo Nazionale, che negli ultimi due anni ammontano a circa 3,0 Ml/€, dei notevoli sforzi operati negli anni dalla Giunta – e i concreti obbiettivi conseguiti – sul versante della riduzione della spesa corrente, passata da 54,3 Ml/€ (bilancio assestato 2010) a 48,2 Ml/€ (bilancio di previsione 2012), con una riduzione di 6,1 Ml/€.
In particolare sottolinea che le principali voci di spesa corrente, oltre alle spese del personale, sono state ridotte dal 2009 e vengono ridotte nel bilancio di previsione 2012 come segue:
· gestione parco veicoli del 20% rispetto al 2009;
· beni di consumo e materie prime del 22%;
· incarichi per studi e consulenze dell’80% rispetto al 2009;
· spese di rappresentanza, pubbliche relazioni e pubblicità dell’80% rispetto al 2009;
· spese per missioni dei dipendenti e degli amministratori del 50% rispetto al 2009;
· spese per fitti passivi del 13,90% rispetto al 2010;
· spese postali del 15%,70 rispetto al 2010;
· utenze dell’8,9% rispetto al 2010;
· quote associative per riordino società partecipate per 16,23% rispetto al 2010;
Il MAP , sottolineando in particolare gli evidenti tagli per spese di rappresentanza e per spese degli amministratori, riconosce lo sforzo compiuto dall’Assessore al bilancio Crescenzi visto anche la pressante richiesta di questo movimento con specifica interpellanza del 9 Giugno u.s. ed una interrogazione successiva attraverso la quale si sollecitava una politica di rigore e di ulteriore di taglio delle spese.
ESPRIME, di contro, il rammarico per il previsto aumento dell’addizionale RC Auto, pur se all’evidenza necessitata, malgrado i risultati conseguiti nell’opera di risanamento, vuoi dalla sopra descritta congiuntura, vuoi dall’indifferibile necessità di operare consistenti interventi di manutenzione della rete stradale provinciale.
Per questo il MAP, durante la seduta dell’ultimo bilancio, ha presentato un specifico ordine del giorno (approvato) nel quale impegna l’Amministrazione Provinciale ad applicare l’aumento della imposta sulla RCA (auto) per il solo anno 2012 ed a proseguire e intensificare l’opera di contenimento dei costi di gestione dell’Ente, anche mediante una riorganizzazione generale e razionalizzazione della uffici e delle sedi, sollecitando soprattutto le procedure per la rapida dismissione di parte del patrimonio immobiliare, che sta diventando bene non più strumentale alle finalità istituzionali, in considerazione, appunto, del necessario accorpamento degli uffici e dei servizi imposto dalla riduzione degli ambiti territoriali della attuale Provincia di Ascoli Piceno ed anche alla luce della nuova legislazione nazionale sulle Province, comportante l’eliminazione delle loro attuali funzioni.
Il MAP inoltre ha presentato e fatto approvare l’emendamento per destinare risorse per l’ammodernamento dell’Ascoli Teramo anche alla luce dell’avanzato stato dei lavori della pedemontana in provincia di Teramo che a breve raggiungerà la località Villa Lempa di Civitella del Tronto.
Ciò comporterà un più rapido collegamento con Roma attraverso la A 24 ma tale progetto rientrerà anche nell’ottica di una maggiore sinergia tra il Piceno e l’Aprutino, a più riprese invocato dal MAP e suggellato con il recente consiglio interprovinciale di Civitella del Tronto.
Il MAP, per ultimo, ha richiesto l’uscita della provincia di Ascoli Piceno da molte società partecipate, tra cui l’uscita dall’Aer Dorica, con conseguente risparmio di risorse, ritenendo questa ultima partecipazione poco confacente alla necessità del territorio vista la maggior vicinanza dell’aeroporto di Pescara rispetto all’aeroporto di Falconara.
Il coordinatore MAP – Mario d’Emidio
I Consigli Provinciali di Ascoli e Teramo proseguono nell’azione in sinergia e collaborazione
I Consigli Provinciali di Teramo e Ascoli Piceno approveranno formalmente nelle prossime settimane un ordine del giorno comune per ricercare sinergie di governo di area vasta tenendo presente la necessità di un coordinamento programmatico.
E’ questo uno dei risultati dell’adunanza congiunta delle assemblee consiliari recentemente riunitesi in forma solenne a Civitella del Tronto, per la prima volta dall’Unità D’Italia, grazie all’iniziativa dal titolo emblematico “Il Piceno: da confine di Stato a territorio senza confini” fortemente voluta dai Presidenti dei Consigli di Ascoli Piceno e Teramo, Armando Falcioni e Mauro Martino. Nella splendida cornice della fortezza borbonica di Civitella, simbolo dell’antico confine di Stato che divideva i due territori, in una sala consiliare strapiena e gremita di sindaci, amministratori, ma anche rappresentanti di associazioni di categoria, culturali e da tanti cittadini, alla presenza dei Presidenti Piero Celani e Walter Catarra e delle Giunte provinciali pressoché al completo, si è sviluppato in forma istituzionale un tema importante e rilanciato più volte negli anni: come e con quali forme far cooperare due territori divisi dai confini territoriali, ma accomunati da molti elementi materiali e immateriali come: tradizioni, cultura, abitudini di vita, tessuto socio economico e produttivo. Le valli del Tronto e Vibrata insieme contano 250.000 abitanti ed è notorio come la seconda veda la prima come punto di riferimento naturale per scuole, servizi ed altro e la seconda veda la prima come modello di vivacità e genialità imprenditoriale. Basti pensare a quello che accade ogni giorno tra S.Benedetto e Martinsicuro, Ancarano e Castel di Lama, Controguerra e Spinetoli, Maltignano e S. Egidio, Folignano, Civitella e Valle Castellana.
“Sono particolarmente soddisfatto dell’insperato successo di partecipazione dell’adunanza congiunta, obiettivo che rincorrevo da tempo, perché si tratta di un tema quanto mai attuale in questo momento dove le Province sono ad un bivio in quadro di riassetto istituzionale che rischia di penalizzare ulteriormente territori “marginalizzati” posti al confine tra due Regioni a cui la legislazione statale affiderebbe competenze centralizzate in luogo delle Province – evidenzia il Presidente del Consiglio provinciale di Ascoli Piceno Falcioni – anche questa iniziativa cosi partecipata ha dimostrato la forza progettuale e propositiva delle tanto vituperate Province, enti di area vasta già conosciuti in epoca preunitaria, probabilmente fondamentali per l’unità che festeggiamo ed ora, pare, facile preda da sacrificare, con presupposti e dati quantomeno non rispondenti alla realtà. Eppure proprio dalle Province è venuta la spinta propulsiva per un consiglio congiunto, che vorrei definire storico, alla ricerca non di formule astruse, di alchimie amministrative, ma di forme di collaborazione superiori agli strumenti adoperati fino ad oggi, anche ipotizzando, perché no, aree vaste interregionali.
Soluzioni mirate, specifiche, come hanno evidenziato i nostri relatori, prevedendo particolari forme di autonomia negli statuti regionali, affinché i territori Piceno ed Aprutino, che singolarmente rischiano di produrre marginalità e zone franche (queste nel senso deleterio della parola), siano invece messe in grado di dispiegare appieno tutte le loro potenzialità di crescita in sinergia. Il messaggio positivo emerso da questo Consiglio congiunto, unico nel suo genere nel panorama istituzionale nazionale, è stato quello non di inglobare, stravolgere o modificare i confini, bensì di abbracciarli, nell’interesse delle nostre amatissime zone. Certo è che se le competenze provinciali passassero alla Regione, in tema di probabile riforma istituzionale, il discorso aperto a Civitella, e già più volte sollecitato dalla società civile dei due comprensori, potrebbe essere la vera novità nell’ambito di stravolgimenti ancora poco chiari, affinchè i confini regionali, in antitesi con il moderno, e splendido, messaggio dell’Italia unita non tornino ad essere tanti piccoli confini di Stato di prerisorgimentale memoria” Ai partecipanti i presidenti di Consiglio di Ascoli e Teramo ed il Sindaco di Civitella hanno donato una riproduzione anastatica del primo progetto post-unitario sul fiume Tronto,datato 1864, fornito dall’archivio della provincia di Ascoli Piceno.
Consiglio interprovinciale Ascoli-Teramo: l’intervento del presidente Falcioni

Cari cittadini piceni ed aprutini,
Abbiamo festeggiato il 150 in maniera degnissima, il grande dono dell’Italia unita è talmente penetrato nel nostro animo che l’utilizzo di termini prerisorgimentali, che userò all’inizio, può solo giovare allo spirito del nostro consesso.
Una volta c’erano Regno e Papato, da queste parti si regolavano questioni di confine, di proprietà, assistevamo a vicende di contrabbando o svalicamenti abusivi, o ancora, ad Italia unita, rivendicazioni nostalgiche notoriamente liquidate come brigantaggio.
Ho usato termini antichi perché quella linea della natura disegnata dai fiumi Tronto e Castellano ha significato un confine di Stato per secoli, da cui il termine delle manifestazione “ Il Piceno: da confine di Stato a territorio senza confini” separando, praticamente, due mondi.
Oggi 25 Novembre 2011, oserei dire data storica per questi territori, oltre perché si poggia su fondamenta e profonde vicende storiche preunitarie, in quanto rappresenta un inedito istituzionale dove ci si chiede quanto vale questa linea, se è una mera traccia rossa sulla cartine geografiche, un confine solo provinciale, un profondo confine regionale, talvolta talmente cupo ed ostativo da ritornare, spesso, ad essere confine di Stato.
Riforma del titolo V° della Costituzione, federalismo fiscale, normative regionali in perfetta antitesi, progetti incompiuti per interpretazioni diverse, programmazioni divergenti talvolta ci riconducono a pensare che questo confine rappresenta un solco più impervio del dovuto e un po’ in contraddizione con lo splendido messaggio dell’Italia unita.
Qualcuno obietterà che come tutto il mondo è paese, tutta la nazione è confine.
E’ vero, esso insiste su venti realtà regionali, ma credo che nel caso del piceno e dell’ aprutino esista nel 2011 una omogeneità di territorio fatta di quotidiane relazioni sociali, economiche, commerciali, lavorative imprenditoriali, ed aggiungo culturali ed assonanze di vernacolo, per quello che possono contare, che ci inducono a chiederci perché il Tronto ed il Castellano non siano solo due fiumi e basta.
Insomma delimitazioni amministrative che non combaciano, soprattutto nelle parti prossime delle nostre zone, con territorio in senso lato; se poi aggiungiamo anche l’aspetto orografico, diciamo che nella pancia delle due province ne esisterebbe una terza di fatto, vista la vicinanza delle valli del Tronto e Vibrata che insieme contano 250.000 abitanti. E’ notorio come la seconda veda la prima come punto di riferimento naturale per scuole, servizi ed altro e la seconda veda la prima come modello di vivacità e genialità imprenditoriale.
Eppure nonostante quanto sopra esposto notiamo che per raggiungere Teramo, capoluogo di provincia più prossimo ad Ascoli, bisogna seguire tracciati ottocenteschi soprattutto nel tratto marchigiano, che è aperta la questione del programma Val Tronto- Val Vibrata, è sempre più intricata la vicenda COTUGE, massimo esempio di come un confine regionale sia un burrone talvolta, e per andare oltre parlando delle leggi sul commercio, dei diversi incentivi alle imprese, di una zona industriale unica dove drammi lavorativi investono le due zone senza confini o, speriamo, la ricchezza imprenditoriale di come una sponda del Tronto inevitabilmente ne faccia felice anche l’altra. O ancora come, recente notizia, la diversa applicazione delle accise sui carburanti produrrà una diaspora di utenti secondo la convenienza. Taciamo, per brevità, la questione della tassa di soggiorno sul litorale, da inserire comunque nel lungo elenco.
Per ultimo, ma non di importanza, mi chiedo perché mai sia nato un progetto turistico- culturale Ascoli Piceno- Civitella, due perle della nostra magnifica Italia, distanti solo una manciata di km che, da questa ottica paiono un emisfero, o ancora, scusate se vado oltre, un itinerario di largo respiro Ascoli ( e colli piceni intrisi di storia)- Civitella- Amatrice- Norcia, con il nostro litorale Piceno Aprutino da traino.
Eppure questo ipotetico esagono di 40 Km di diametro, in linea d’aria, coinvolge 4 province e 4 regioni. Praticamente una voragine, e lo dico con rammarico perché ne beneficerebbero anche i nostri territori ed il rammarico aumenta quando assisto a coinvolgimenti forzati con altre realtà territoriali della nostra regione con le quali abbiamo poco a che fare, magari anche divise da parecchie decine di Km.
Insomma vorremmo evitare quei fenomeni di concorrenza tra territori omogenei, incentivare la già presente simbiosi mutualistica, vorremmo pensare oltre il limite delle nostre rispettive circoscrizioni elettorali.
Per questo raccogliamo segnali che ci vengono da tempo ma anche dalla vita quotidiana, con questa commistione sociale, per lo meno nelle parti più prossime, che non possiamo ignorare. Pensiamo a quello che accade ogni giorno tra S.Benedetto e Martinsicuro, Ancarano e Castel di Lama, Controguerra e Spinetoli, Maltignano e S. Egidio, Folignano, Civitella e Valle Castellana e potrei andare all’infinito.
E senza partire proprio dal disegno post unitario di una unica grande provincia del commissario Valerio nel 1861, ricordiamo iniziative istituzionali come il già citato, e meritevole, accordo di programma appunto Val Tronto- Val Vibrata, per ora metaforica grande incompiuta, enti che potrebbero essere come esempio in fatto di idee ed organizzazione come il bacino interregionale del fiume Tronto fino alle iniziative del mondo economico e sociale come il progetto quadrilatero di 25 anni or sono, l’accordo di due importanti fondazioni bancarie picene ed aprutine sul progetto dell’housing sociale, la recente associazione “Quadrilatero Piceno- Aprutino” denominata “PICAP” fino agli innumerevoli incontri,convegni, manifestazioni dai club service fino al mondo associazionistico, di categoria o privato, e scusate se non le cito tutte.
Iniziative queste più o meno condivisibili, ci mancherebbe, ma verso le quali la politica locale, comunque, ha il dovere di non rimanere indifferente.
Lanciando oggi un messaggio propositivo. Noi, 25 Novembre 20110, non ci diamo ad appelli su modifiche, aggiustamenti, riconsiderazioni di confine, fusioni di territori. Noi oggi vogliamo andare oltre, sperando di essere lungimiranti, e calarci in un visione moderna dell’Italia unita.
Ve lo dice uno dei rappresentanti di questo territorio che sa cosa significa divisioni di province anacronistiche, costosissime per la comunità, poco producenti, pessimo esempio di una sana gestione di zone di area vasta.
Noi i confini non li rivediamo. Oggi noi i confini li abbracciamo, proprio come un esempio di affettuoso, corroborante e materno gesto simbolico per i nostri territori e per le popolazioni che abbiamo l’onore di amministrare, sperando di farne il loro interesse.
Credo che oggi nessuno rinneghi l’appartenenza amministrativa. Ognuno è onorato di far parte delle rispettive regioni anche se spesso, nel Piceno, e non ne faccio una implicazione di una amministrazione o l’altra o di un assessorato o l’altro credendo più in un problema culturale, si chiede che la marchigianità sia una questione più viscerale dell’attuale infarinatura.
Oggi, 25 Novembre 2011, non ci vestiamo da postulanti che tentano i marchigiani di divenire abruzzesi o agli abruzzesi di diventare d’incanto marchigiani Però permettetemi di dire che chiediamo, nell’interesse di tutti, ai marchigiani di divenire un po’ più abruzzesi ed agli abruzzesi di esser un po’ più marchigiani attraverso forme moderne di sinergia. Insomma non formule astruse, alchimie amministrative ma delle forme di collaborazione superiori agli strumenti adoperati ad oggi fino a qui fino a pensare, in tema di probabili riforme istituzionali, anche di aree vaste interregionali.
Come, però, ce lo diranno gli illustri relatori che ringraziamo per la loro dedizione e disponibilità. Li abbiamo invitati oltre per la loro indiscussa capacità e competenza, ma anche perché o sono figli della nostra terra, sono i nostri talenti , le nostre ricchezze o perché quanto meno, ora calati in altre esperienze territoriali, hanno assaggiato e conoscono il valore delle nostre amatissime zone.
Per ultimo voglio ricordare che per questa iniziativa di alto valore istituzionale si adopera la tanto vituperata provincia, ente di area vasta, già conosciuta in epoca preunitaria, probabilmente fondamentale per l’Unità che festeggiamo ed ora, pare, facile preda da sacrificare, con presupposti e dati quanto meno non rispondenti alla realtà, per darla in pasto al popolo affamato di tagli e risparmi.
E della provincia oggi non sono radunate appendici, società partecipate, associazioni parallele. Oggi sono radunati i consigli provinciali.
Ho troppa ammirazione per i rispettivi esecutivi e per i loro rispettivi presidenti di giunta per non sottolinearne il quotidiano impegno, il lavoro oggi più che mai improbo, le responsabilità politiche e personali che quotidianamente si assumono.
Ma oggi, 25 novembre 2011, con i consigli, spesso equivocati dal comune uomo della strada come veloci appuntamenti da sbrigare in fretta o peggio come inciampo alla vita amministrativa dell’Ente, si riuniscono le varie espressioni territoriali, ideologiche, i più vari schieramenti partitici, tutti degnissimi, delle nostre province.
Oggi qui è radunata l’ anima politica del Piceno-Aprutino.
E non credo di andar fuori dalla realtà se affermo che in questo magnifico regalo della storia e della natura quale è la città di Civitella del Tronto, di cui dobbiamo esser tutti orgogliosi, noi qui radunati, pur nelle nostre distinte identità ed eredità storiche diverse che ci portiamo dietro, oggi ci sentiamo un po’ tutti a casa nostra.
Armando Falcioni
Presidente del Consiglio Provinciale di Ascoli Piceno
Consiglio interprovinciale Ascoli-Teramo
Il giorno 25 Novembre p.v. alle ore 15,30, presso la sala consiliare del comune di Civitella del Tronto (TE) la Presidenza del Consiglio provinciale di Ascoli Piceno, a conclusione delle manifestazioni per la ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia ispirate al tema «Il Piceno: da confine di Stato a territorio senza confini» –e la Presidenza del Consiglio di Teramo, hanno voluto promuovere un Consiglio provinciale congiunto e aperto dal tema: “MARCHE PICENE – ABRUZZO TERAMANO: LE SINERGIE:Integrazione nelle politiche di area vasta in zone socialmente omogenee ma amministrativamente distinte.
L’evento, con indubbi risvolti di carattere “storico”, atteso il fatto che coinvolge province non solo appartenenti a regioni diverse, ma anche idealmente definite nella loro reciproca identità territoriale in gran parte dai fiumi Tronto e Castellano, che in epoca preunitaria hanno anche a lungo rappresentato un confine statale tra il Regno delle due Sicilie e lo Stato pontificio, vuole soprattutto rappresentare una iniziativa singolare e propositiva riguardo l’assetto istituzionale della nazione.
Mutato in profondità il contesto socio-economico di riferimento già dall’avvento dell’ordinamento repubblicano e con un’accelerazione fortissima del processo evolutivo negli ultimi due decenni per effetto della cosiddetta globalizzazione economica, l’adunanza intende rappresentare dunque un momento significativo in ordine all’avvio di un’ampia riflessione intorno alle condizioni per una perdurante valenza degli attuali confini provinciali e regionali che ripropongono la separazione del Piceno marchigiano dalla parte più a settentrione dell’Abruzzo ulteriore.
L’autentico filo rosso dell’incontro vuole essere la ricerca di soluzioni politiche, amministrative ed eventualmente normative idonee a neutralizzare (o quanto meno, nel breve periodo, ad attenuare) i disagi, e nel caso in questione anche i retaggi storici, di freno allo sviluppo, discendenti da una demarcazione amministrativa che insiste su territori omogenei e di fatto uniti sotto diversi profili (da quello morfologico a quello del tessuto economico e produttivo); tema che interessa anche altre realtà italiane, ma particolarmente sentito in specie nelle valli truentina marchigiana e vibratiana abruzzese.
Il Presidente del Consiglio Provinciale di Ascoli Piceno
Dott. Armando Falcioni


